Devitalizzare un dente

Devitalizzare un dente

Devitalizzare un dente

Come avviene la devitalizzazione di un dente?

Quando una carie si approfondisce fino ad avvicinarsi al cuore del dente, quest’ultimo diventa sensibilissimo alle temperature calde o fredde e agli alimenti dolci. Se il dente non viene curato subito, il fastidio diventa veramente notevole e talvolta si sviluppa un ascesso. Il trattamento di una tale situazione, definita tecnicamente pulpite, si realizza con una cura detta canalare.

TECNICA

Si procede eseguendo un’anestesia locale della zona da trattare e applicando la diga di gomma per isolare il dente da tutti gli altri. Successivamente, il dentista, con l’utilizzo di appositi strumenti, raggiunge il cuore del dente (la polpa) e ripulisce ogni cavità interna. Usando speciali strumenti rotanti vengono anche ripuliti e disinfettati i canali delle radici. Il trattamento si conclude riempiendo e compattando nei canali un materiale insolubile e biocompatibile. Nella stessa seduta, se possibile, il dente viene anche ricostruito.

EFFETTI IMMEDIATI

Al termine del trattamento, l'anestetico manterrà il suo effetto per circa 2 ore. Si consiglia di non assumere alimenti in questo periodo. Dopo questa cura, per circa 3 giorni, non si hanno particolari disagi, se non una lieve dolenza della zona. Più tipicamente, tra la terza e la settima giornata, il dente può risultare notevolmente sensibile alla pressione. Tutto ciò sparisce successivamente.

La cura riesce perfettamente nel 90-92% dei casi, sopratutto per le imprevedibili varianti anatomiche nella morfologia dei canali radicolari invisibili alla radiografia.

L'ASCESSO

Nel caso si sviluppi un ascesso, il trattamento non cambia ma è preceduto da una preparazione di una settimana durante la quale è necessario assumere un antibiotico. L’antibiotico abbatte l’infezione, sgomina l’ascesso e permette al dentista di muoversi in un dente già parzialmente decontaminato dai batteri . Qualche volta Talvolta un dente devitalizzato in passato diventa dolente o presenta una certa sensibilità alla pressione. Dopo gli opportuni accertamenti radiologici si può rendere necessario il ritrattamento del canale per sostituire la vecchia medicazione. La cura ricalca i passaggi precedenti ma è di durata maggiore per le difficoltà legate alla rimozione delle vecchie medicazioni. In questo caso la cura riesce perfettamente nel 70% dei casi. Talvolta si rileva radiograficamente la presenza di un cosiddetto “granuloma”. Si tratta di un’infiammazione cronica dell’apice radicolare di un dente. Quindi è indicato effettuare la cura.

Un dente devitalizzato è sempre più delicato e fragile di uno vitale. In particolare è più soggetto a carie e fratturazioni. Inoltre, tende ad assumere negli anni una colorazione più smorta e grigiastra.

NOTA BENE


Se il dente arriva alla devitalizzazione significa che la carie che lo ha colpito era molto profonda e vasta. Si tratta, in genere, di denti che necessitano di ampie ricostruzioni o protesizzazioni con corone ceramiche. Per dare corpo al dente è spesso necessario applicare un pernino all’interno di una o più radici. Un dente con un pernino nella radice è ancora più delicato. Tra le complicazioni possibili vi può essere la frattura della radice. Cosa che richiede la rimozione del dente.

PER FORTUNA RARAMENTE

Talvolta si verifica che un dente già devitalizzato, in passato, e ricostruito con uno o più pernini all’interno delle radici diventi sensibile alla pressione o abbia altri tipi di sensibilità. In questo caso un ritrattamento diventa veramente arduo perché implicherebbe la rimozione dei pernini (operazione difficilissima). Sono i casi dove si hanno a disposizione pochissime armi terapeutiche: l’estrazione del dente e l’apicectomia. Quest’ultima si realizza rimuovendo chirurgicamente la parte terminale delle radici, e nonostante sia una cura molto complicata, riesce molto bene in oltre il 50% dei casi.

Pubblicato: lunedì 02 ottobre 2017

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