Cura della Parodontite

Paradontologia

Cura delle patologie che interessano il parodonto (peri = attorno; odons = dente) che vengono chiamate genericamente malattie parodontali o parodontopatie, o piorrea (termine storico oggi ancora utilizzato).

Cos’ è la Parodontite, detta anche Piorrea

La Parodontite, detta anche Piorrea, porta le persone a perdere progressivamente tutti i denti e a dover ricorrere alle protesi. La parodontite è, in realtà, una malattia complessa che ha molte concause.

Innanzitutto ha una forte tendenza familiare: se ne hanno sofferto i genitori è molto probabile essere predisposti alla malattia e allo stesso modo se ne soffriamo noi possiamo predisporre i nostri figli.

Poi vi sono le abitudini alimentari e il fumo di sigaretta. Delle abitudini alimentari abbiamo detto all’inizio. Per quanto riguarda il fumo possiamo dire che è veramente un vizio ad alto rischio per le gengive che perdono progressivamente le difese di superficie. Il fumatore è, in altri termini, più indifeso all’aggressione batterica. Vi sono poi altre condizioni predisponenti: una cattiva igiene orale domiciliare e saltando le igieni periodiche dal dentista, alcune malattie come l’insufficienza renale o il diabete, le carenze vitaminiche, l’assunzione di alcuni farmaci, un’alimentazione povera di vegetali freschi e anche condizioni assolutamente fisiologiche come le gravidanze.

Come si evolve la Parodontite

L’evoluzione della malattia è assolutamente insidiosa perché è praticamente asintomatica. Essa avviene nell’arco di molti anni e nella sua forma classica si sviluppa in non meno di 20 anni.
Durante questo periodo sarebbe bene intercettare la malattia prima che diventi irreversibile e curarla efficacemente.

Molti si chiedono come sia possibile che una malattia così grave e mutilante (pensate al dramma che vive chi passa dai denti alla dentiera) sia quasi del tutto silente. Il motivo è legato alla evoluzione cronica: giorno dopo giorno, anno dopo anno, la gengiva si scolla dai denti per frazioni di millimetro e nella fessura che si crea entrano batteri e detriti.
Lentissimamente l’infiammazione della gengiva raggiunge l’osso e inesorabilmente lo scioglie di frazioni di millimetro.

Nell’arco di vent’anni si perde così anche un centimetro e mezzo di osso. Quando la radice del dente rimane inserita in pochi millimetri di osso, il dente comincia a vacillare e in breve cade.

La Diagnosi

La diagnosi di questa malattia cambia radicalmente la prognosi. La malattia passa attraverso diversi stadi: da quelli di totale reversibilità e da cui si può guarire totalmente a quelli in cui si può guarire ma con danni permanenti (per esempio ritiro della gengiva, perdita delle papille, perdite localizzate di osso) e, per finire, a stadi avanzati in cui la malattia non può essere che rallentata (quindi con danni irreversibili). La diagnosi si effettua ricercando segni specifici spesso difficili da rilevare e che vanno cercati con accuratezza. Le radiografie sono assolutamente necessarie e sono richieste delle misurazioni specifiche (sondaggio delle tasche).

La cura alla piorrea in base ai Diversi gradi di malattia

Una volta raccolti i dati si può classificare la malattia in stadio di gravità. Nel nostro studio

classifichiamo 5 stadi di gravità:

Primo stadio: segni minimi di malattia reversibile al 100%.

Secondo stadio: segni minimi di malattia con minimi danni permanenti.

Terzo stadio: segni evidenti di infiammazione gengivale con danni irreversibili che però non sono sufficienti a causare la perdita di denti. Questo è l’ultimo stadio dove si può ottenere una guarigione senza compromettere la masticazione o il sorriso.

Quarto stadio: malattia ormai irreversibile che può essere solo rallentata dal trattamento.Vale sempre la pena di tentare la cura perché i denti possono essere mantenuti ancora per molti anni.

Quinto stadio: malattia irreversibile che porterà rapidamente alla caduta dei denti. Il trattamento ha il solo obiettivo di ridurre l’infiammazione e di preparare i tessuti agli inevitabili trattamenti protesici che si dovranno attuare.

Per ciascuno stadio di gravità viene applicato un diverso e standardizzato protocollo di trattamento che va da una semplice ed innocua seduta a oltre una decina di sedute, in parte senza l’uso di anestetici locali, in parte con l’uso di anestetici locali.

Nei casi complessi e gravi il trattamento si prolunga anche per 6 mesi.

Le diverse sedute dei protocolli di cura comprendono sia le azioni volte a ripulire i denti e le radici, sia le azioni che aiutano la gengiva a sfiammarsi.

Vengono spiegate le tecniche di spazzolamento quotidiano e date indicazioni specifiche per mantenersi puliti a casa.

Se necessario si consiglieranno prodotti specifici (collutori e/o antibiotici locali o generali nei casi più gravi).
Terminato il trattamento inizierà la fase di mantenimento con periodiche sedute di igiene orale. A seconda delle situazioni, l’intervallo consigliato tra le sedute varia da 3 a 6 mesi.

Dopo le prime sedute di igiene professionale può apparire una lieve sensibilità è perciò che consigliamo come suggerimenti alimentari di astenersi da cibi acidi (agrumi, aceto e yogurt) e a temperature estreme (troppo caldi o freddi).

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