Implantologia dentale semplice

Implantologia dentale semplice

Implantologia dentale semplice

Cosa fare quando un dente appare particolarmente compromesso?

Quando un dente è particolarmente compromesso è inutile e spesso dannoso lasciarlo nella sua sede.
Altre volte il dente è assolutamente sano ma è compromesso il suo supporto osseo (parodontosi o piorrea).
In queste situazioni è conveniente rimuovere il dente dalla bocca. Si creeranno degli spazi vuoti tra i denti.
Questi spazi sono particolarmente sgradevoli da vedere nelle zone anteriori (la zona del sorriso) e nelle zone posteriori possono sensibilmente ridurre la capacità di masticare.


Tra le diverse possibilità di cura degli spazi vuoti merita una particolare attenzione l’inserimento di impianti. Un impianto è un cilindretto di metallo biocompatibile (titanio) che viene collocato
all’interno dell’osso dove in precedenza c’era la radice del dente che è stato rimosso. Su di esso si può applicare un nuovo dente di ceramica che abbia forma, colore e funzione di quello originale.
Il trattamento è perciò finalizzato a ricreare la situazione preesistente senza toccare i denti adiacenti e imitando in modo quasi perfetto il dente mancante. Si tratta di una cura molto sofisticata ma di grande soddisfazione per chi ha vissuto il disagio dei denti mancanti.

Tecnica
Per realizzare un impianto si comincia verificando se c’è abbastanza osso da poterlo inserire. Si esegue perciò una radiografia e se necessario, una tac. Se vi è osso sufficiente si può pianificare il trattamento. Si comincia anestetizzando preventivamente la parte. Il dentista, con appositi strumenti
e con movimenti gentili e semplici, inserisce l’impianto all’interno dell’osso in corrispondenza del dente mancante. Se i margini della gengiva richiedono di essere avvicinati si esegue, a questo punto, una piccola sutura che verrà rimossa dopo 7-10 giorni se già questa non si toglie prima da sola.

 

Effetti collaterali
L’inserimento di un impianto è oggi assolutamente atraumatico ma, alla scomparsa dell’effetto anestetico, possono esserci alcuni effetti collaterali.
I più frequenti sono un lieve fastidio pulsante (sincrono con la pulsazione cardiaca), un lieve gonfifiore (mai in prima giornata), qualche goccia di sangue (per qualche ora) e, raramente, un ematoma (che compare a partire dalla terza giornata).

Fastidi
Per questi motivi è bene seguire alcune semplici prescrizioni per evitare di rendere questi effetti più sgradevoli. Innanzitutto non assumere alcun alimento fino a quando l’effetto anestetico non sia scomparso.
Per almeno 15 minuti è bene applicare la borsa del ghiaccio (come si farebbe per ogni altro trauma, per esempio una botta ad un ginocchio).
Quando si assumono alimenti è bene che per un paio di giorni siano a temperatura ambiente o freddi. I cibi caldi sono particolarmente fastidiosi se vengono a contatto con la gengiva infiammata.

Suggerimenti
Il giorno dell’intervento è consigliabile non assumere posizioni distese (la posizione eretta rende molto meno probabile il gonfiore della zona trattata), non stare fermi (il movimento permette un miglior circolo ematico nella zona traumatizzata) e non stare  in luoghi particolarmente caldi (il calore accentua i disagi delle zone infiammate).

Noi consigliamo di non astenersi dalle attività lavorative ed evitare il riposo in posizione distesa. La notte dopo l’intervento consigliamo di tenere la testa su uno o, meglio, due cuscini e di metterci sopra un asciugamani per non sporcare le federe di saliva colorata da goccioline di sangue.

Farmaci
Nonostante si tratti di un semplice intervento realizzato con strumenti e materiali assolutamente sterili, esiste la possibilità di contaminazioni biologiche.
Non dimentichiamo che la bocca è popolata da una ricchissima flora batterica.
Per questo motivo la ricerca ci consiglia di applicare un protocollo farmacologico nella settimana successiva all’intervento. Esso è fondato sull’assunzione di un antibiotico e di un antinfiammatorio. Il primo è fondamentale per ridurre la carica batterica, il secondo limita l’infiammazione (e quindi i fastidi e il gonfiore).

Prognosi
I fastidi si risolvono in genere nel giro di pochi giorni ma è bene ricordare che la gengiva si risalda perfettamente non prima di tre settimane e talvolta di più (dipende molto dall’età). Le zone ossee sede di un impianto guariscono e si rimodellano in non meno di tre mesi. Solo al termine di questa fase di guarigione (confermata da una radiografia di controllo) si potranno realizzare le successive fasi di lavorazione che porteranno alla costruzione del dente mancante in ceramica. Queste fasi sono la presa dell’impronta (sia superiormente che inferiormente) e le eventuali prove di forma e colore.
Quando tutto sarà stato perfetto potrà essere applicato il dente mancante e riguadagnare la funzione masticatoria ed estetica.

 

Complicanze
Raramente possono verificarsi alcune complicanze:
1- Per motivi sconosciuti, una piccola percentuale di impianti si complica con la comparsa di una infiammazione che impedisce all’impianto di attaccarsi all’osso. Nella nostra struttura ciò accade in una piccola percentuale di casi (tra il 2% e il 3%). La cosa si manifesta circa 8-30 giorni dopo l’intervento. Se ciò dovesse accadere non succede nulla di grave: l’impianto si rimuove facilmente. Dopo qualche settimana potrà essere riapplicato rapidissimamente (la sede è già pronta dall’intervento precedente).

2- Nel caso di impianti dei denti superiori, raramente si può verificare un lieve sanguinamento dal naso (il tetto della bocca è il pavimento del naso). Per ridurre la probabilità che si sviluppi questa complicanza consigliamo di non soffiarsi il naso nei primi 3 giorni dopo l’intervento.

3- Nel caso di un impianto inferiore posteriore può raramente verificarsi, per una variazione anatomica del decorso del nervo mandibolare, una lieve lesione di quest’ultimo. Essa si manifesta con un perdurante senso di anestesia alla metà del labbro inferiore dal lato dell’impianto. In questo caso è necessario avvertire il dentista per le cure farmacologiche del caso (cortisonici e vitamine del complesso B). Spesso la cosa si risolve in qualche giorno ma vi sono situazioni ove l’insensibilità perdura per circa 6 mesi.

Piccoli inconvenienti
Il nuovo dente viene applicato all’impianto utilizzando una piccola vite di ancoraggio. Talvolta, sotto l’effetto di una masticazione energica, la vite tende ad allentarsi. Quando ciò accade è bene chiamare subito lo studio per riavvitarla (operazione semplicissima e di pochi minuti). Nei primi tempi dopo l’applicazione di un dente su impianti si verificano due strani e imprevedibili effetti collaterali. Il primo è che il nuovo dente viene talvolta avvertito come un corpo estraneo (ci si morde guancia o lingua precedentemente abituate a uno spazio vuoto); il secondo è la difficoltà iniziale a tenere pulito il dente dopo mangiato. In entrambi i casi basta avere pazienza per qualche giorno e riabituarsi alla presenza del nuovo dente.

Pubblicato: lunedì 24 luglio 2017

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